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Hakaru Hashimoto

La Tiroidite Autoimmune è un’infiammazione cronica della tiroide di origine autoimmune caratterizzata da:

 

- insufficienza tiroidea di gravità variabile - presenza di autoanticorpi circolanti (anticorpi anti-TG e anti-TPO).

Hashimoto la descrisse per la prima volta nel 1912 in quattro donne in cui la tiroide era aumentata di dimensioni e trasformata in tessuto linfoide (struma linfomatoso).

Colpisce da 4 a 20 volte più frequentemente le donne rispetto agli uomini; la frequenza aumenta con l’età dai 20 ai 60 anni e rappresenta la principale causa di ipotiroidismo nelle aree con sufficiente apporto di iodio.

SINTOMI

 

La forma classica presenta sintomatologia variabile:

- gozzo (aumento di volume della ghiandola) in genere di piccole dimensioni

- senso di oppressione nella regione anteriore del collo

- spesso, linfoadenopatia (infiammazione ed aumento di volume dei linfonodi) latero-cervicale

- raramente, compressione tracheale e/o esofagea.

 

La tiroidite di Hashimoto può anche manifestarsi come tireotossicosi, ed in questo caso è detta Hashitossicosi. E’ caratterizzata da un quadro clinico di ipertiroidismo, dovuto alla comparsa in circolo di anticorpi stimolanti il recettore del TSH. E’ di breve durata, evolve in genere verso una remissione spontanea e con il tempo verso l’ipotiroidismo.

Diagnosi

sospetto clinico di Tiroidite di Hashimoto deve essere confermato da :

1) elevati livelli circolanti di anticorpi anti-TPO (95% dei casi) e di anticorpi anti-TG (50-60% dei casi). La presenza contemporanea di elevati livelli di anticorpi anti-TPO e di ipotiroidismo subclinico è elemento fortemente predisponente per una successiva evoluzione verso un’ipotiroidismo conclamato.

2) Determinazione di FT3,FT4,TSH. I Pazienti asintomatici presentano normali livelli di FT3,FT4,TSH ; quando evolvono verso l’ipotiroidismo diminuiscono i valori di FT3 e FT4 ed aumenta il valore del TSH .

3) Ecografia tiroidea: evidenzia una tiroide di dimensioni aumentate (variante ipertrofica) o ridotte (variante atrofica), ma con un parenchima ghiandolare ipoecogeno e finemente disomogeneo.

4) Esame citologico mediante agoaspirato guidato ecograficamente : viene eseguito qualora siano presenti noduli sospetti .

5) Captazione del radioiodio con Iodio 123 o 131 e scintigrafia tiroidea : mostra quadri in genere non specifici. Viene effettuata in genere per differenziare la tiroidite di Hashimoto dalla Malattia di Basedow-Graves durante la fase tireotossica : nella tiroidite di Hashimoto si hanno bassi valori di captazione del radioisotopo.

6) Dosaggio degli anticorpi tireostimolanti e anti-recettore del TSH: mostrano valori elevati in presenza di una fase transitoria di ipertiroidismo.

TERAPIA DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

Anche in questo caso si usa una terapia ormonale sostitutiva ( Eutirox,Tirosint,etc.).Alcuni Endocrinologi aspettano che il Paziente vada in ipotiroidismo,altri preferiscono cominciare subito la terapia visto che,in ogni caso il Paziente è comunque destinato all’ipotiroidismo. Solo recentemente sono stati condotti studi utilizzando Selenio per valutarne l’effetto su:

 

- Variazioni del titolo di anticorpi circolanti di anti-TPO e anti-TG;

- Quadro ecografico tiroideo

- Funzione tiroidea e fabbisogno di levotiroxina. Si è assistito a :

 

- un significativo decremento degli anticorpi anti-TPO,tanto maggiore quanto più alto era il titolo anticorpale basale.

- Riduzione dell’ipoecogenicità del tessuto tiroideo.

- Nessun effetto sulla funzionalità tiroidea.

 

Va inoltre ricordato (Harrison) che nella terapia della tiroidite di Hashimoto non vanno in alcun modo impiegati cortisonici con intento antiinfiammatorio non solo perché completamente inefficaci sull’evoluzione e sulla prognosi della malattia, ma anche perché dannosi per i loro effetti collaterali.

TERAPIA IN MEDICINA BIOLOGICA

Visto che gli aspetti caratterizzanti della tiroidite di Hashimoto sono l’ipofunzione e l’”infiammazione”,o meglio il “processo autoimmune” vediamo come con la Medicina Biologica è possibile incidere su di essi.

Si possono usare,in relazione alla situazione clinica del Paziente,diversi farmaci tra cui gli organoterapici perchè riequilibrano globalmente la ghiandola ed hanno un effetto antiinfiammatorio aspecifico,le citochine omeopatizzate,poiché servono a modulare il sistema immunitario e ad abbassare gli anticorpi,gli ormoni omeopatizzati,se è necessario stimolare la tiroide a produrre i corrispondenti ormoni,l’oligoelemento iodio perché ha un’azione di nutrimento nei confronti della ghiandola,gli intermedi metabolici per sbloccare il metabolismo quando è “rallentato” dall’alterata funzionalità tiroidea,i drenanti perché servono a inattivare le tossine,soprattutto a livello del connettivo,e ad eliminarle attraverso gli emuntori fisiologici,rendendo l‘organismo più ricettivo nei confronti delle terapie mediche che attuiamo.Possono poi essere di grande aiuto alcuni integratori,che hanno un’azione di stimolo sulla funzionalità tiroidea e di modulazione sul sistema immunitario .

E’ fondamentale sempre,ma soprattutto nella terapia della tiroidite autoimmune,che l’intestino si trovi nelle condizioni ottimali: normale funzionalità intestinale e presenza di normale flora batterica che si evidenzia in feci di normale consistenza.Nell’intestino si trova gran parte del sistema immunitario: se l’intestino ha una funzionalità alterata o mostra segni di infiammazione,questa situazione di sofferenza tissutale si riflette sul sistema immunitario, inducendo un aumento degli anticorpi anti-TG e anti-TPO.

Il risultato della terapia medica in Medicina Biologica deve portare al ripristino (se alterata) della funzionalità tiroidea ed al ritorno degli anticorpi entro i valori normali.

Solo a questo punto si potrà dire che il Paziente è clinicamente guarito.

Coloro che curano la tiroidite autoimmune utilizzando la Medicina tradizionale sostengono che è una malattia cronica praticamente inguaribile,perché fino ad ora hanno utilizzato per la terapia solo gli ormoni tiroidei,che non hanno alcun effetto sul processo autoimmune causa della malattia.Se la malattia è davvero inguaribile e la terapia con gli ormoni tiroidei è l’unica soluzione possibile,perché coloro che utilizzano questa terapia hanno impiegato e continuano ad impiegare tante risorse per cercare di capire se davvero il selenio riesce ad abbassare gli anticorpi nella tiroidite autoimmune?

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