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gozzo

Il gozzo è un aumento di volume della tiroide non dovuto a processi flogistici o neoplastici.

E’ la manifestazione clinica più evidente della carenza di iodio, è più frequente nel sesso femminile, nella pubertà ed in gravidanza. Spesso non presenta una sintomatologia evidente.

I SINTOMI PIU’ EVIDENTI

- tumefazione tiroidea causata dalla iperplasia-ipertrofia della ghiandola per stimolazione continua del TSH dovuta alla ridotta sintesi degli ormoni tiroidei

- danno estetico dovuto all’aumento di volume della ghiandola

- sintomi da compressione con gli organi vicini: dispnea per compressione della trachea, disfagia per compressione dell’esofago, etc.

- formazione di noduli.

 

Generalmente in presenza di gozzo la funzionalità tiroidea è normale; talvolta tuttavia, proprio per la carenza cronica di iodio, si ha ipotiroidismo: frequentemente evolve verso la formazione di noduli che, col trascorrere del tempo, tendono ad aumentare di numero e dimensioni. Quando il gozzo è causato da un gozzo multinodulare tossico o da un adenoma tossico, può provocare un ipertiroidismo, che in genere si manifesta tardivamente, in Pazienti soprattutto anziani, prevalentemente con sintomi cardiovascolari.

 

DAL PUNTO DI VISTA ANATOMO-PATOLOGICO può essere diffuso, se la ghiandola è aumentata in toto e nodulare, se l’aumento è circoscritto.

DAL PUNTO DI VISTA FUNZIONALE si differenzia in gozzo semplice (eutiroidismo) e tossico (ipertiroidismo).

LA DIAGNOSI si basa su:

- Dosaggio degli ormoni tiroidei (FT3, FT4, TSH, Tireoglobulina) e dosaggio della ioduria, che consente di valutare se l’apporto alimentare di iodio è sufficiente per l‘organismo;

-Ecografia tiroidea con ecocolordoppler,che serve a valutare dimensioni del gozzo e dei noduli, ecogenicità,ecostruttura,vascolarizzazione;

-Scintigrafia tiroidea,che permette di distinguere i noduli freddi ipocaptanti,i noduli caldi ipercaptanti, i noduli normocaptanti;

- Esame citologico da agoaspirato tiroideo: consente di valutare la struttura dei noduli presenti e la loro natura;

- Esame radiologico del collo : per valutare l’estensione endotoracica (gozzo immerso), le possibili compressioni e deviazioni di trachea e esofago, le eventuali calcificazioni tiroidee;

- TAC e RM : permettono la valutazione dell’estensione retrosternale e mediastinica del gozzo endotoracico e dei suoi rapporti con le strutture circostanti.

 

LA TERAPIA DELLA MEDICINA BIOLOGICA utilizza farmaci in grado di stimolare l’organismo a reagire in modo specifico nei confronti di malattie come il gozzo semplice (aumento di volume della ghiandola tiroidea),nodulare o multinodulare (aumento di volume della ghiandola e presenza di uno o più noduli) con l’intento di ridurre le dimensioni di ghiandola e noduli. Si usano gli organoterapici perchè riequilibrano globalmente la ghiandola ed hanno un effetto antiinfiammatorio aspecifico,la spongia e l’oligoelemento iodio perché hanno un’azione di nutrimento nei confronti della ghiandola aiutando a ridurne le dimensioni,i nosodi perché stimolano l’organismo a reagire nei confronti della malattia favorendo il riassorbimento dei noduli.

 

I risultati delle terapie effettuate vengono valutati attraverso le analisi di laboratorio e l’ecografia utilizzate per effettuare la diagnosi. Se consideriamo poi che queste terapie non danno in genere effetti collaterali e che devono essere seguite solo per un periodo di tempo definito in relazione alla risposta individuale, possiamo comprendere come l’Omotossicologia nelle malattie della tiroide rappresenti un’alternativa davvero vincente a tutto vantaggio dei Pazienti.

Naturalmente, ogni Paziente rappresenta un unicum del tutto particolare, che richiede quindi una terapia diversa in relazione ai suoi problemi specifici. Tutto ciò non impedirà, tuttavia, di elaborare dei protocolli di base per affrontare efficacemente le varie patologie, protocolli che andranno poi modellati ciascuno sulla particolare situazione clinica di ogni Paziente.

 

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